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Il Distretto Industriale
di Prato
Fonte:
Unione Industriale Pratese
 Gli scenari a medio termine
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Gli scenari a medio termine
Secondo il più probabile degli scenari, nei prossimi anni il contesto competitivo di riferimento per l'industria tessile pratese sarà caratterizzato (ma quello che succederà in parte sta già succedendo) da concentrazione del settore della distribuzione e della confezione con consistente riduzione del numero dei clienti. Si assisterà, inoltre, ad un ulteriore rafforzamento dei marchi aziendali presso i consumatori (Armani, Max Mara,..) mentre si allenterà (pur rimanendo un tratto distintivo importante) la forza del made in Italy. La diffusione delle nuove applicazioni di telecomunicazione e informatica favorirà una gestione più stretta e diretta dei cicli produttivi e delle reti distributive (logistica); ai fornitori di filati e di tessuti, come sono le aziende pratesi, verrà chiesto di adeguarsi e integrarsi con i sistemi informatici dei clienti per ridurre il lead time dei processi e uniformare gli sandard di qualità e affidabilità. La tendenza verso la concentrazione del settore sarà favorito dall'utilizzo più frequente della leva finanziaria per operazioni di crescita aziendale, di creazione di reti distributive, di promozione di marchi e di integrazione di attività nella filiera e a lato.
Su queste derive di fondo sono possibili increspature superficiali, mode che vanno e tornano, ma che non modificano il quadro generale. Queste trasformazioni si aggiungono ai macro trend che da anni stanno rimescolando i mercati dei prodotti tessili e dell'abbigliamento, segnatamente la globalizzazione, l'apertura dei mercati (abolizione accordo Multifibre), la delocalizzazione di una parte della produzione tessile, la carica dei Paesi asiatici.
Se questi scenari sono corretti, allora le imprese pratesi devono impegnarsi per crescere. La crescita non è misurata semplicemente in termini di Kg, metri o fatturato, ma anche di capacità di presidiare una specializzazione, di offrire un particolare servizio (per esempio, per le aziende di confezione e distribuzione che fanno leva sul continuo rinnovo delle collezioni e chiedono riassortimenti rapidi e continui…).
Le leve competitive usate in passato dal sistema tessile pratese (la flessibilità, il ricorso ai terzisti...) stanno perdendo efficacia mentre si affacciano nuove regole competitive che non attingono al "calore del distretto" ma alle logiche "più fredde" delle singole imprese: di fronte a mercati più aperti (globali) e scombussolati dalle nuove tecnologie informatiche, un sistema diffuso come quello di Prato rischia di trovarsi spiazzato. Il distretto continua a offrire alle imprese una preziosa piattaforma competitiva ma questa, adesso, è solo un punto di partenza sul quale ogni impresa è chiamata a costruire nuovi vantaggi distintivi. Le prospettive di sviluppo del sistema industriale pratese scorrono lungo questi due binari; distretto, da un lato, e delle politiche a livello di singole imprese, dall'altro.
Queste sono indicazioni generali comuni a tutto il distretto pratese e, come tali, non valgono nella stessa misura per tutte le diverse microfiliere di cui è composto (ciniglia, pelliccette, pile, cardato, fantasia; articoli per fasce alte o medie, ecc…) e in ogni caso non escludono che singole imprese o gruppi di imprese possano continuare a operare nel solco delle strategie tradizionali. In sostanza, nei prossimi cinque anni il distretto continuerà a muoversi lungo un sentiero di flessione moderata dell'occupazione diretta nel settore tessile e di costante riorganizzazione delle imprese con una tendenza verso l'emersione di imprese più dimensionate. Prima di approdare ad una architettura organizzativa diversa, con meno battelli e più corazzate, occorrerà attendere ancora.
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