Cantagallo

Arte e itinerari turistici
Luicciana e Cantagallo

Luicciana e Cantagallo
Luicciana (423 m), capoluogo e sede del Comune di Cantagallo, ebbe un discreto sviluppo nel Sette-Ottocento, quando vi si teneva un importante mercato. L'antico abitato fu completamente distrutto dalle truppe tedesche nel 1944; Palazzo Comunale di Luiccianal'attuale insediamento, di aspetto recente, venne riqualificato tra il 1981 e il 1984 con la creazione del Museo all'Aperto di Arte Contemporanea, formato da una ricca serie di opere eseguite, con tecniche diversissime, sulle facciate e nei cortili delle case e nel Palazzo Comunale, anch'esso ricostruito nel dopoguerra. All'iniziativa aderirono, con opere che vanno dal figurativo all'astratto e alla transavanguardia, noti pittori e scultori pratesi (tra questi Rinaldo Frank Burattin, Leonetto Tintori, Salvatore Cipolla) e toscani (Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Silvio Loffredo), insieme ad artisti di fama internazionale (Sebastian Matta, Toni Fertonani).
Una ripida strada sale alla chiesa di San Michele, sulla cima del poggetto. Documentata dal '200, fu notevolmente trasformata ai primi del XVIII secolo e intorno al 1760. Nell'interno, di raffinata e unitaria veste settecentesca, si conserva una coeva statua vestita della Madonna col Bambino; la pala dell'altar maggiore, con San Michele (1938) è copia di Guido Reni.
A ovest di Luicciana, sul Poggio di Terrabianca, si raggiungono Trebbio, quindi Castello (559 m), con borghetto medievale arroccato sulla strada che si inerpica fino all'antico Castello Averardi, documentato nel 1110 e venduto dagli Alberti ai pistoiesi nel 1336. Ne resta solo la romanica chiesetta  di Santa Maria, dalla quale si gode un suggestivo panorama. Preceduta da un portico, conserva la muratura in arenaria su fianchi e absidiola. All'interno, nel grande altare maggiore (1774) una modesta tavola con Quattro Santi inquadra una venerata Madonna col Bambino, tela del primo '700.
A valle della strada provinciale per Cantagallo resta il Mulino del Rosso (della comunità di Cantagallo nel '300, poi dei Bardi), uno dei pochissimi ancora in attività, con cappella settecentesca e torretta medievale.
Subito dopo, un bivio porta a Cantagallo (572m), quasi completamente distrutto nel 1944. Dell'antico nucleo resta solo la chiesa di San Biagio (seconda metà del XII secolo), che fu di patronato della Badia di Vaiano. La muratura medievale riaffiora sulla modesta facciata, che unifica chiesa e oratorio della Madonna della Neve. Sull'altare maggiore è posto un Crocifisso ligneo settecentesco e su un altare una bella Madonna col Bambino e quattro Santi (primo '600). Dello stesso periodo, nell'oratorio, resta una piccola tela con la Madonna, il Bambino, Santi e donatori.
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