Montemurlo

Arte e itinerari turistici
La Rocca e la Pieve

La Rocca e la Pieve
La Rocca di MontemurloIl castello con la Rocca di Montemurlo, la struttura più antica del territorio montemurlese (insieme a Parugiano, che è però completamente trasformato), ne costituisce anche il complesso più noto e caratteristico, capace, da solo, di connotare l'intero comune. Posto al sommo di un piccolo colle ricco di olivi e con cima boscosa che sovrasta l'abitato, il castello è raggiungibile con varie strade che si stoccano dall'antica Montalese, attraversando zone di recente espansione; dalla panoramiva via della Rocca si sale al castello giungendo a Porta Freccioni (detta anche "la Portaccia"). Il castello, in posizione dominate e strategica, sorse nel X secolo su un antica "corte" dei Guidi, ai piedi della quale si formò un piccolo borgo con chiesa, difeso in seguito da mura. Conquistato da Pistoia nel 1203, tornò presto ai Guidi (1207), finché, dopo alterne vicende, fu ceduto a Firenze che ne ebbe il possesso nel 1273 e lo dotò di più ampie difese con mura. Queste però furono in parte demolite nell'assedio di Castruccio Antelminelli, signore ghibellino di Lucca, il quale tenne il castello dal 1326 al 1328. Nelle attuali mura (costruite tra il XIII e il XIV secolo) si aprono la Porta del Fattoio, a sud, quella del Ghiotto, a ovest, e Porta Freccioni, a est, che conduce alla Pieve e alla piazza del castello. La Pieve di MontemurloAlla fine del XII secolo fu costruita una chiesa dedicata a San Pietro, alla quale passò presto il titolo di pieve e la dedicazione a San Giovanni Battista. L'edificio conserva la struttura medievale in alberese (con inserti in serpentino verde), anche se trasformata: la facciata è preceduta da un rustico portico su pilastri in laterizio, forse quattrocentesco, che prosegue a destra, dov'è l'accesso al cortile. Sul fondo di questo, tre archi tamponati di un portico rinascimentale (1502-3) sono parte dell'ampliamento voluto dal pievano umanista Bartolomeo Fonzio. Dal cortile emerge il robusto campanile, già torre di guardia delle mura, rialzata agli inizi del '400 con la cella a bifore e il coronamento di gusto tardogotico. All'interno della chiesa la navata conserva un piacevole assetto sei-settecentesco. Tra le pale degli altari laterali, notevoli a destra la Madonna del Rosario (1609), di Matteo Rosselli, dal colore limpido e luminoso, e l'Assunta (1590) del fiammingo Giovanni Stradano, che presenta sul fondo un'interessante veduta del castello di Montemurlo; le tele negli altari di sinistra sono del pratese G. Fabbroni (1742 circa). Al centro del presbiterio viè sospesa una piccola, venerata croce astìle in argento opera del XIV secolo (in controfacciata, nel 1592, vennero affrscate da Giovanni del Grasso le vicende legate a un suo furto e al successivo ritrovamento), mentre sulla parete sinistra è posta una bella tavola che raffigura la Madonna col Bambino e Santi (1521-22), di Francesco Granacci, dalle linee morbide e fluenti. Di lato al presbiterio sono il battistero (con un Crocifisso e Santi dipinto da G.P Naldini nel 1635 circa) e, sulla sinistra, l'oratorio della Compagnia del Corpus Domini (1560 circa), con interni ristrutturati intorno al 1776 da G. Valentini. Sopra la piazza (vi prospetta l'antica Casa del Podestà), al sommo del colle emerge la compatta mole della Rocca, che sorge sui resti del cassero del castello. Nel 1489 Firenze la concesse in fitto perpetuo alla famiglia Nerli, che la trasformò in villa; subì poi notevoli modifiche nel corso del XIX secolo, quando era dei Gherardi (oggi è proprietà della famiglia Becciani). Il blocco quadrilatero della Rocca, con regolare paramento in alberese e coronamento merlato ottocentesco), presenta a sud un singolare prospetto a spigoli stondati, probabile frutto di interventi del XIV secolo, con aggiunte più tarde (del Cinque-Seicento il portale centinata e le rade finestre, settecentesca la scalinata). Nelle ampie cantine sono i resti della torre altomedievale, mentre al primo piano le sale, di struttura tardo quattrocentesca, si sviluppano per tre lati intorno ad un cortile porticato, con resti rinascimentali, ma ristrutturato in forme tardogotiche tra il XIX e il XX secolo. Inserito nel parco della villa, l'antico oratorio di San Niccolò (XII-XIII secolo), che fu fino al 1492 chiesa parrocchiale, conserva un regolare paramento in alberese e una piccola abside.