Carmignano

Arte e itinerari turistici

Carmignano
La Pieve di Carmignano vista dal castelloSorto forse su un aggregato rurale romano, il borgo fu sede di una corte del Vescovo di Pistoia almeno fino al X secolo; una struttura fortificata presso l'attuale Rocca fu incastellata nel XII secolo, quando Carmignano passò sotto il controllo di Pistoia (1126). Il castello fu occupato nel 1228 da Firenze, tornando a Pistoia nel 1242. Il comune rurale formatosi nel XIII secolo fu dato in signoria nel 1301 da Carlo di Valois a Musciatto Franzesi, che lo cedette ai fiorentini (i quali demolirono di nuovo rocca e mura). Tornato sotto Pistoia, nel 1325 fu assediato e conquistato da Castruccio Antelminelli, signore ghibellino di Lucca e Pistoia, finché tre anni dopo Firenze si riappropriò del castello, annettendolo al proprio territorio nel 1330, insieme a Bacchereto e Artimino.
L'attuale abitato di Carmignano nacque ai piedi del castello, sviluppandosi notevolmente dal '600 lungo la strada principale. Su un altura all'inizio del paese sorge l'imponente Villa Rasponi; l'allungato edificio padronale con torretta laterale conserva forme cinquecentesche. Sulla piazza centrale il 29 settembre si svolge il tradizionale Palio dei Ciuchi, la più animata e antica manifestazione della zona, arricchita da sfilate di complessi carri allegorici dei quattro rioni.
La pieve di San Michele e San Francesco venne costruita intorno al 1330 nel convento francescano sorto ai primi del '200 sotto il castello: dopo la sua soppressione nel 1782 vi trasferita la pieve di San Michele. Visitazione - PontormoLa semplice facciata è preceduta da un loggiato (1773), che da accesso anche al chiostro. L'interno, tipicamente francescano, ha una grande navata con cappelle absidali; i sei imponenti altari laterali seicenteschi accolgono opere notevoli: la celeberrima Visitazione (1537-38) del Pontormo, con solide figure alleggerite dal felice movimento delle vesti e dai colori dotati di una intensa luminosità, che occupano lo spazio frontale lasciando intravedere una prospettiva ripida e silenziosa come i colloqui di sguardi tra le figure. Notevole anche la Madonna del Rosario e Santi (1601) di Cosimo Lotti, originale e ricca di particolari raffinati; le altre interessanti tele (1631-42) sono riconducibili a Giovan Pietro Naldini. Nelle cappelle del presbiterio, ristrutturate nel '500, sono sistemeti affreschi e sinopie del 1430-40 staccati dalla chiesa (con opere di Andrea di Giusto e Antonio di Miniato); sull'altare maggiore è posto un bel Crocifisso ligneo (1731). Nel chiostro, con loggiato settecentesco prospetta l'oratorio della Compagnia di San Luca, sorto nel 1348 sulle primitiva chiesetta francescana.
La Rocca e la Torre del CampanoLa Rocca, accessibile con un panoramico percorso pedonale, conserva poche tracce delle antiche fortificazioni, più volte demolite; in buona parte di ripristino è la panoramica torre del Campano, presso l'ingresso al parco, con boschetto ed edificio ottocentesco sorto sui resti del Maschio. Dell'antico castello intorno alla rocca restano complessi signorili su una panoramica strada di crinale: Villa della Rocca, di severo aspetto seicentesco, Villa della Costa, con resti medievali, Villa Cremoncini e l'interessante villa Olmi, nata intorno ad un alta torre medievale, con un bel prospetto tardo cinquecentesco e originali finestre inginocchiate. Tra le altre ville del territorio, a Frigionaia vi è la Villa Novelli (dove abitò Augusto Novelli, autore de L'acqua cheta), mentre, sulla strada per Seano, dopo la Villa del Poggiolo, vi è la notevole Villa di Trefiano, trasformata in casino da caccia dai Rucellai nel 1565-70, forse su progetto del Buontalenti.