Usella e dintorni
 Sulla SS 325, passato il confine con Vaiano e la frazione de Il Fabbro, incontriamo Usella (177 m); sorto in periodo medievale intorno alla pieve, fu ceduto dagli Alberti nel '300 a Firenze. La pieve di San Lorenzo, una delle più antiche della vallata (documentata nel 997), fu dal 1189 patronato della badia di Vaiano e subì trasformazioni e rifacimenti, fino alla radicale ristrutturazione del 1907 (G. Bacci), che ampliò la chiesa ricavando due navate laterali dal convento e dalla canonica. Le modeste forme classicheggianti della facciata e degli interni si devono a questo intervento, (settecentesche sono però le crocere sulla nave centrale. Gli altari di destra conservano interessanti tele: una Madonna del Rosario del primo '700 e una Madonna col Bambino e Santi attribuibile all'Empoli (1554-1640); sull'altare maggiore vi è un discreto Crocifisso del primo '700. Il fonte battesimale ha un elegante pila tardo manierista in marmo bianco Dalla pieve una strada risale il rio a Sieve e, attraversando prati terrazzati con vigne e olivi, giunge alla chiesetta duecentesca del Santo a Codilupo (San Michele), con paramento e abside in arenaria; di fianco a questa un bivio conduce a destra della Torre di Codilupo, complesso turrito sorto sui resti di un fortilizio medievale. Tornando sulla statale, superata Usella si arriva all'abitato di Colle; da qui una strada sale a Cambiaticcio, bel complesso con casa-torre, prima del quale uno stradello a sinistra porta a Villa Antella, di aspetto cinquecentesco (con trasformazioni del XIX secolo) e, sulla cima del rilievo, ai resti del Castello di Montauto (nel XII secolo fu degli Ubaldini, poi dei Pipini, infine degli Alberti, che nel 1382 lo vendettero a Firenze). Da Colle un altro percorso risale il rio dei Fornelli fino a Mezzana (445 m), borgo disabitato con interessanti strutture medievali.
 Ripresa la statale e superati i ruderi del quattrocentesco ponte di Sessato, distrutto nel 1944, si attraversa Carmignanello, di sviluppo recente; sulla sinistra una strada sale fino a Gricigliana (353 m), piccolo borgo raccolto intorno all' oratorio di Santa Caterina (chiesa parrocchiale del XIII secolo, ristrutturata nel '700) e alla soprastante Villa Novellucci, sorta sui resti di un edificio fortificato medievale. La villa fu a lungo dei Novellucci, poi dall'800 dei Guicciardini e conserva un aspetto seicentesco, robusto e severo, con alta scala a doppia rampa che conduce al portale centinato. Lo stesso gusto e severità improntano Villa Edelmann, già dei Novellucci, lungo la SS 325, a ridosso di uno sperone roccioso (di qui il notevole sviluppo in altezza e la modesta profondità). Anch'essa ha al centro un portale centinato accessibile con una elegante scala a rampe multiple; gli interni conservano strutture più antiche, con ambienti in volta o con soffitti lignei a cassettone.
 Precede di poco la villa una stradina che attraversa il Bisenzio su un bel ponte a tre arcate in pietra, del 1343, oltre il quale un sentiero sale fino alla Rocca di Cerbaia (368 m), dominante da uno sperone a strapiombo sulla valle. Edificata o ristrutturata dagli Alberti agli inizi del XII secolo, fu venduta nel 1361 a Firenze. Il complesso fortificato, in arenaria locale, conserva tracce di due cinte; la superiore ha al centro l'imponente rudere del Maschio pentagonale, forse della seconda metà del '200.
Tornati sul Bisenzio, poco a nord del ponte vi è il mulino di Pispola, che ospitò Garibaldi in fuga dalla Romagna, il 25 agosto 1849; vicino sorse nel 1860 lo stabilimento tessile Romei; proseguendo sulla statale, a Dogana (222 m) vi è il robusto edificio settecentesco che sorgeva presso il confine con la Contea di Vernio.
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