Da Seano a Bacchereto
 Seano, di notevole sviluppo recente, ha però origini remote: dal X secolo vi sorgevano una corte e una pieve, decadute dal 1100 per lo sviluppo di Carmignano e Bacchereto. Seano rimase comunque florido centro agricolo e artigiano, e per la posizione favorevole divenne la frazione più popolosa del comune di Carmignano. La chiesa di San Pietro, ha un prospetto segnato da un rifacimento neoromanico (1928), ma il paramento in arenaria della zona inferiore risale al XII-XIII secolo e prosegue nella zona posteriore, dalla quale spunta l'originale campanile a torre ottocentesco. Nella vasta aula, ornata da monocromi con Apostoli (B. Valiani, 1836 circa), l'altare maggiore conserva un venerato Crocifisso, di alta qualità, della prima metà del '400: la figura, tesa nello spasimo del trapasso, esprime nel nobile volto una sofferente dolcezza; contigua è una mostra di tabernacolo (1430-50) che si ispira a Michelozzo e Ghiberti. L'oratorio della Compagnia del Corpo di Cristo ha sull'altare un dipinto di Domenico Frilli Croci con l' Assunta (1617). Nei pressi di Seano, lungo il torrente Furba, nel 1988 venne realizzato il pregevole Parco-Museo "Quinto Martini", artista nato a Seano nel 1908.
Dalla via Baccheretana si risale fino alla fattoria e villa di Capezzana, antica casa "da signore" (forse nata su un insediamento agricolo documentato nell'804) ricostruita nel '500 dai Medici. Il complesso si articola intorno ad un ampio cortile; a destra dell'ingresso vi è l'edificio padronale (davanti al quale si ergono quattro grandi statue settecentesche con Atlanti, dalla Villa Reale di Monza), con sereno prospetto cinquecentesco a tre piani, scandito da assi regolari di aperture. Poco oltre la villa, sul verde della campagna risalta il chiaro paramento in alberese del duecentesco oratorio di San Iacopo, chiesa parrochiale fino al 1571, ripristinato intorno al 1920 rifacendo la parte superiore delle pareti e il campanile; ben conservata è la zona absidale.
Ripresa la via Baccheretana, lungo il torrente Furba, si raggiunge l'abitato di Bacchereto, che si è sviluppato ai piedi del castello. Da piazza Verdi (dove sorse un antico spedale) inizia l'erta salita che conduce alla pieve di Santa Maria Assunta, in posizione dominante; una modesta facciata intonacata la unifica alla compagnia, mentre dalla zona posteriore emerge la mole merlata del campanile-torre, unico resto della cinta muraria del castello. La veste classicheggiante degli interni si deve a interventi del 1835-40, con controsoffitti decorati dal Valinani. Nel presbiterio, introdotto da una serliana su colonne ioniche, vi è un tabernacolino inpietra serena del primo '500. La contigua Compagnia del Corpo di Cristo ha sull'altare una bella tela con l'Istituzione dell'Eucarestia, copia antica da Federico Barocci (1607). Prima dell'abitato, una strada risale le pendici del Cupolino e conduce a villa Banci, la fattoria di Bacchereto, ristrutturata nel tardo '800, ma di formazione rinascimentale. La villa si articola su tre lati di una cortile, sul quale prospetta, al centro, un corpo tardo quattrocentesco; interessante è anche il prospetto verso la valle, con loggetta angolare. Oltre il paese si raggiunge Casa Toia, solida costruzione tre-quattrocentesca dove secondo la tradizione abitò Lucia di Zoso, nonna materna di Leonardo Da Vinci. Lungo la strada per Seano, a circa un chilometro dal paese, si conserva l'unico esempio residuo di fornace da ceramisti, la cui struttura, benché modificata, risale al XVI secolo.
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