
Appena fuori dell'abitato di Artimino sorge la
pieve di San Leonardo, isolata nel verde. Documentata dal 998, la chiesa non ha subito trasformazioni sostanziali (oltre al radicale ripristino del 1964-71), e conserva - unica nel territorio pratese - una unitaria struttura preromanica, collocabile nella seconda metà del X secolo. Una loggia cinquecentesca si addossa alla facciata basilicale, caratterizzata dall'imponente arco cieco a pieno centro che segna la navata centrale, opera di maestranze lombarde; sotto il loggiato e il campanile erano inserite urne cinerarie etrusche, sostituite da calchi (gli originali sono nel
Museo Archeologico). Al fianco sinistro con filaretto di arenaria appenna sbozzata, dalle calde sfumature ocra-rosse, si addossa l'imponente campanile a torre; ma la parte più suggestiva è quella posteriore, di ispirazione longobardo-ravennate nelle tre belle absidi; la maggiore ha un originale coronamento con nicchie "a fornice" che creano ombre profonde. L'interno ha navate divise da pilastri quadrangolari e archeggiature a pieno centro con ghiera arretrata; le navate sono coperte da crociere con costoloni, della prima metà del '300. I due altari in controfacciata ospitano interessanti statue lignee: a destra
S. Antonio Abate (del primo quarto del '500), di bottega robbiana, e all'opposto
San Leonardo, di raffinata esecuzione, vicino a Domenico di Niccolò "dei Cori", dei primi del '400; altra opera di notevole qualità è una replica dal Franciabigio (la
Madonna del Pozzo, 1518 circa) in terracotta policroma, vicina a Giovanni della Robbia, mentre l'abside centrale ospita una vivace tavola col
Crocifisso tra San Lorenzo e Raffaele con Tobiolo, opera del 1560 circa. Nell'abside sinistra, infine, restano alcuni affreschi (notevole è un
Cristo benedicente, del 1430 circa, vicino ad Andrea di Giusto).

Dipendente dalla pieve di Artimino e storicamente legata al suo territorio è la vicina, bella
abbazia di San Martino in Campo (220 m), fondata dai benedettini nell'XI secolo e quasi totalmente rifatta a metà del secolo successivo, dopo un crollo. In origine era dotata di un raro campanile cilindrico di gusto lombardo-ravennate, mentre il rifacimento, in particolare l'abside, si ispira a prototipi pisani.