Verso Comeana
La Via Carmignanese conduce ai piedi della collinetta di Montalbiolo, piccolo abitato che dal XII secolo al 1843 fece parte del distretto di Prato. La chiesa di San Lorenzo conserva la muratura in arenaria del XII secolo e il campanile a torre sorge sulla zona sinistra dell'originario transetto, poi trasformato. All'interno l'altare maggiore accoglie una bella tela con una Madonna col Bambino e otto Santi del '600, attribuita a Simone Pignoni, mentre un altare laterale, mentre una altare laterale, vicino ad un imponente confessionale in pitra serena (1732), incornicia un originale tavola con San Lorenzo (1605) di Giovanni Bizzelli.
Ai piedi del colle di Montalbiolo vi sono i due complessi di Fuccioli, dal nome del pistoiese Vanni Fucci (ricordato da Dante nel Canto XXIV, 121-126: Lo duca il domandò poi chi ello era; - per ch'ei rispuose: «Io piovvi di Toscana, - poco tempo è, in questa gola fiera. - Vita bestial mi piacque e non umana, - sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci - bestia, e Pistoia mi fu degna tana») che qui abitò nel 1286-87; quello a monte conserva struttura medievale. Sul colle vi è Villa la Torre, sorta forse sull'antico "Podio" di Prato, cioè il complesso dove i lavoratori di terre date in concessione da Prato erano tenuti ad abitare.
La Via Carmignanese prosegue in lenta discesa e raggiunge sulla destra La Serra, abitato di recente sviluppo. Villa la Serra, molto trasformata ma di struttura cinquecentesca, ha una vasto salone centrale passante, sul quale si affacciano le stanze. Proseguendo in una zona dolcemente ondulata, si lascia in basso la bella casa Boschetti, con due corpi rialzati sui lati, e si segue, sulla sinistra, via Macìa fino alla villa-fattoria delle Farnete, residenza trecentesca dei Mazzinghi, molto trasformata nel Sette-Ottocento. Nella cappella oltre la strada sono collocati interessanti affreschi della bottega di Domenico Ghirlandaio, staccati da un oratorio di Campi. Contigua, dopo via di Calcinaia, vi è la villa-fattoria delle Falene, modesto possesso dei Medici, trasformato in villa nel '700 e ristrutturato nel XX secolo. Su via di Calcinaia, che separa le due ville, prospetta la piccola, proporzionata villa la Loggia, del '500; quasi difronte vi è un oratorio costruito nel 1702 sulle misure della Santa Casa di Loreto e perciò detto il Loretino. La contigua villa del Loretino, ben protetta da un parco alberato, conserva aspetto cinquecentesco, con ampia facciata arricchita da una torretta centrale e piccola loggia. Dalla villa una strada privata porta verso Comeana, toccando l'elegante villa la Sughera, caratterizzata dall'ampia loggia tuscanica che occupa l'intero piano nobile, e dal portico terreno fiancheggiato da finestre inginocchiate.
Comeana, nota per la lavorazione dell'arenaria, ha avuto sviluppo abbastanza tardo, ma fu frequentata dagli Etruschi. Di fianco al cimitero e sulla via Montefortini vi sono resti di tumuli etruschi. A breve distanza, su un piccolo rilievo, troviamo la cinquecentesca villa-fattoria di Calabria (il cui nome deriva di eretici patarini fuggiti dalla Calabria). La chiesa di San Michele esiste dal XIII secolo, ha modesta facciata con coronamento curvilineo; il classicheggiante campanile a torre (1812) la separa dalla compagnia del SS Sacramento. La chiesa conserva all'interno le forme neocinquecentesche assunte coi lavori del tardo '800; nel contiguo oratorio, con veste tardo-settecentesca, vi è una tale con una articolata Ultima Cena dei primi del '600, attribuibile a Cosimo Lotti. Nell'oratorio si conservano i costumi dell'ormai secolare processione del Morto Redentore, che si svolge la sera del Giovedì Santo, sacra rappresentazione dei misteri della Passione. Sopra la strada per Artimino, in una bella zona a vigneti, superato il rio Elzana, appare villa il Vivaio, su un vasto podio bastionato; dal robusto corpo principale della villa, di aspetto tardo, emerge nettamente una torre medievale, trasformata in belvedere.
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