Arte e itinerari turistici
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Ai piedi del monte Javello
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Ai piedi del monte Javello
Dal castello una strada sale all'antico Casone dei Valori (via Baronese) e di qui a un piccolo rilievo panoramico, il Masso di Piero Strozzi, zona che era un tempo meta di processioni per l'Ascensione e che ebbe valore sacrale forse già in epoca romana. Da via Cicignano si raggiungono antichi edifici colonici e signorili e i begli edifici dell'abitato di Cicignano (toponimo di probabile origine etrusca).
Tornati sulla vecchia via Montalese, in direzione di Montale vi è Fornacelle (dal XV secolo vi esistevano fornaci da calce e mattoni), che si è notevolmente sviluppata dalla fine del XIX secolo, fino a divenire la frazione più popolosa e la sede del Comune. Questo, prima dell'attuale collocazione, ha avuto per molti anni sede nei locali realizzati tra il 1895 e il 1906 per la scuola, un robusto edificio in veste classicheggiante, ampliato negli anni trenta.
Dalla via della Bicchieraia (che segue il percorso del torrente Agna) si giunge ad una zona circondata da boschi cedui di cerro e carpino, ove si trova la conca di Reticaia, antico possesso dei Guidi, dove un complesso colonico ingloba abside e fianco della chiesa romanica di San Giusto, parrocchia fino al 1492.
La strada risale le pendici del Monte Javello e conduce, a nord, alla Fattoria di Javello (548 m), tra le valli dell'Agna e del Bagnolo, isolata in un'area boscosa. Sorta sul luogo della corte sul Poio de Jove, già in rovina nel 1088, fu dei Guidi nel XII secolo; era degli Strozzi nel 1325, quando fu in parte distrutta dalle truppe di Castruccio Antelminelli. La tenuta passò poi ai Venturi e ai Martini (primi del '600), arrivando a comprendere 20 poderi nel 1940. Attuali proprietari sono i Borghese. Il complesso si articola intorno ad una corte; nella zona superiore una torre medievale è affiancata da un lato dalla villa e all'opposto da cappella e fattoria; gli annessi colonici, impostati a quota più bassa, chiudono a valle la corte. Il semplice edificio padronale, che prosegue su du lati del cortile, mostra un sobrio aspetto cinque-seicentesco, come la parte posteriore, sul giardino secolare, con finestre inginocchiate e portale rettangolare bugnato. La Cappella di San Bernardo ha interni affrescati nel 1616 da Stefano del Bono (Madonna del Rosario, Santi e Angeli). Dietro la villa giganteggia la cima boscosa del Monte Javello (931 m), raggiungibile con sentieri, dalla quale si gode un ampio panorama che spazia dalla piana pratese all'Appennino.
Tornati sulla Montalese, subito ai piedi del castello, si impone sull'edilizia circostante la chiesa del Sacro Cuore di Gesù (costruita tra il 1938 e il 1946, su progetto di R. Franchi), con fianchi movimentati da cappelle absidate e robusto campanile: l'ampia navata, con decorazioni degli anni '40, conserva una tavola con la Deposizione (Michele delle Colombe, 1585 circa), un organo con mostra ottocentesca e un Crocifisso ligneo del '700.
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